Friday, March 28, 2008

Verba...volant

"Per fortuna di Alitalia c' è il signor Berlusconi che impiegherà il suo talento per risolvere problemi che altri non hanno saputo risolvere".
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, 17 febbraio 2004

Wednesday, February 20, 2008

Per chi non si accontenta

Segnaliamo oggi la prestigiosa candidatura di Katia Noventa, indimenticabile (?) soubrette, nel Popolo della Libertà. Contribuirà a dare un futuro glorioso al Paese con l'aiuto delle colleghe conduttrici (tutte in Forza Italia) Gabriella Carlucci (nella sua esperienza di impegno politico la si ricorda per le infrastrutturali labbra rifatte, che probabilmente facevano parte del progetto delle Grandi Opere volute da Silvio), Mara Carfagna (che porterà avanti una politica in difesa della famiglia attraverso la diffusione del suo calendario nelle case degli italiani), Elisabetta Gardini (su di lei non mi viene in mente niente se non che fece scena muta quando le chiesero: cos'è la Consob? e che rischiò lo svenimento quando trovò Luxuria nel bagno delle donne alla Camera).

Monday, February 18, 2008

2+2

Tremonti ha sviluppato negli anni una teoria critica sulla globalizzazione e su quello che lui definisce "mercatismo" che va guardata con interesse, anche quando non ne si condivida l'impianto. Detto ciò, anche un economista può cedere facilmente alla "sindrome da campagna elettorale", che induce l'individuo che ne è affetto a fare dichiarazioni tali da gettare alle ortiche qualsiasi parvenza di rigore scientifico, pur di dire qualcosa a proprio favore. Così, chi ha seguito le recenti vicende politiche avrà notato che, nelle ultime settimane, in diverse trasmissioni televisive (almeno due) Tremonti ha tenuto a ribadire un concetto: il calo del rapporto deficit/Pil che si è riscontrato è dovuto alla crescita economica registrata in Italia (come riflesso della più complessiva crescita europea) e non all'azione del governo di centro-sinistra. Come dire: facile prendersi i meriti per una cosa che non è assolutamente dipesa da voi. In realtà, non c'è bisogno di essere economisti per accorgersi immediatamente che si tratta di un discorso che non sta in piedi. E' vero che un aumento del Pil, a parità di tutto il resto, riduce il valore del rapporto; ma se la crescita del Pil non è neanche al 2% e il deficit è sceso dal 4 e passa % dell'anno scorso a meno del 2% sul Pil (il rapporto è cioè calato più del 50%), evidentemente la crescita economica spiega solo in piccola parte il buon risultato. E' matematica, e ovviamente lo sa anche lui, ma finchè nessuno glielo fa notare può provare a spostare qualche voto. Non degli indecisi, ma degli sprovveduti.

Sunday, February 17, 2008

Nomi nuovi

Il PD vuole essere il volto nuovo della politica e ha deciso di candidare giovani che si sono fatti da soli (..più o meno..). Ora cominciano anche a girare i nomi: Colaninno, Benetton, Mondadori, ecc.. I più maliziosi diranno che questi nomi li hanno già sentiti. Ma si sbagliano! Quelli che hanno già sentito sono i cognomi.. Qui si è sempre parlato di nomi nuovi, non si è mai fatto riferimento ai cognomi. Questi -era implicito- possono tranquillamente continuare ad essere quelli delle solite 4 o 5 famiglie dominanti. Quindi, niente di strano. Fa scuola la meritocrazia "alla Santoro": sì, va bene, per l'amor di Dio, si dice tutto il bene possibile degli operai, dei giovani ricercatori senza soldi e di tutti quegli altri disgraziati... però poi a condurre un programma di approfondimento politico non si può che chiamare una modella che possibilmente sia anche una dei rampolli della famiglia Borromeo.. Quindi, ripeto, candidature impeccabili. Anzi, ci stupiamo tutti che non compaiano anche quelle di Lapo Elkann e Paris Hilton. Quest'ultima avrebbe anche già pronto uno slogan elettorale molto veltroniano: "MEGLIO CAMBIARE, NO?"

Saturday, February 9, 2008

Se po' ffa'

Nei giorni scorsi diversi commentatori politici hanno sottolineato il fatto che uno dei motivi per cui Obama ha buone possibilità è che si attiene meticolosamente alla regola di parlare molto senza dire rigorosamente nulla. E' di una vaghezza disarmante. Fa una campagna a colpi di motti come "Change" (....de che?!). Ma soprattutto come l'ormai famoso "Yes, we can", esempio dell'ottimismo sloganistico -totalmente inconsistente dal punto di vista politico- che piace all'americano medio. Be', qualcuno nel PD deve aver pensato che la vaghezza italica non poteva essere da meno e ha ben deciso di consigliare a Veltroni di copiare paro paro il motto. Ovviamente però va tradotto nella sua lingua..

Sunday, January 27, 2008

Progetti fallaci e crisi di governo

Dietro la caduta del governo di centrosinistra non c'è solo la vicenda giudiziaria di Mastella. Certo, questa si è rivelata essere il casus belli. Ma l'humus in cui ha potuto germinare il progressivo sfacelo della maggioranza è stato il susseguirsi di alcune scelte politiche dettate da provincialismo, lontane dall'Europa, che non poggiano su solide basi sociali, storiche e culturali, e sono pertanto destinate a restare nella mediocrità politica, indipendentemente dai risultati elettorali che frutteranno. La nascita del Partito Democratico è emblematica, da questo punto di vista. In un Paese che ha oggi più che mai bisogno di coordinarsi con l'Europa che funziona, che non è certo in grado di dare lezioni politiche al di là delle Alpi, che deve tornare ad ancorarsi a tradizioni politiche che abbiano la storia e il carisma culturale necessari per affrontare problemi che non si possono risolvere con la visione di una politica intesa alla stregua di "buona amministrazione", senza cioè grandi riferimenti e prospettive di indirizzo politico, non solo è stato fatto nascere artificialmente un partito che in Europa non ha riferimenti nè nello spazio nè nel tempo, ma lo si è fatto pretendendo di pontificare proprio nei confronti del resto d'Europa. Per legittimare questa riedizione del compromesso storico (altro che novità..), si è voluti andare all'estero ad insegnare (!?) che in fondo il socialismo è superato. In Germania, Francia, Inghilterra, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, ecc.. evidentemente non hanno capito cosa si perdono a non fare anche loro un bel partito "democratico" aggregando ex-comunisti che rinnegano la propria storia e democristiani in un nuova formazione di centro, e continuano a fare politiche sociali con i loro partiti socialisti e socialdemocratici, ancorati al Partito Socialista Europeo.